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Cos'è un contratto di compravendita: parti, prezzo e rischi

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Lou Van Reemst 19 ott 2026

Un contratto di compravendita è il contratto con cui un venditore si impegna a trasferire beni, un immobile o un'azienda a un compratore, per un prezzo e a condizioni stabilite. Si pensi a un panificio che acquista due forni professionali da un rivenditore di attrezzature per 45.000 euro. Il contratto indica quali forni, quando arrivano, quando si paga il saldo e chi sopporta la perdita se un muletto ne fa cadere uno sulla banchina di carico. Senza queste clausole, le parti restano affidate a regole di legge che nessuna delle due ha scelto.

Titolare di un panificio accovacciata accanto a un forno professionale imballato, con una cartellina in mano e la persona incaricata della consegna alle sue spalle

Questa guida tratta i contratti di compravendita di beni mobili e di beni aziendali in Italia, secondo il Codice civile italiano (articoli 1470 e seguenti sulla vendita, articoli 1321 e seguenti sui contratti in generale). Si tratta di informazioni generali, non di consulenza legale. La vendita di immobili segue regole proprie, a partire dalla forma scritta richiesta dall'articolo 1350 del Codice civile [1]. Se ne occupa la nostra guida ai contratti di compravendita immobiliare.

Di seguito trova le parti, le clausole che concentrano più rischio, le date da monitorare e una checklist da usare su un contratto firmato.

Contratto di compravendita: finalità e usi

Un contratto di compravendita fissa quattro elementi. Che cosa si vende, quanto costa, quando passano proprietà e rischio, e che cosa succede se qualcosa va storto. Tutto il resto del documento serve uno di questi quattro compiti.

Nel Codice civile italiano la vendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa, o di un altro diritto, verso il corrispettivo di un prezzo (articolo 1470) [1]. Per una cosa determinata, la proprietà passa per effetto del consenso delle parti legittimamente manifestato (articolo 1376) [1]. Se invece l'acquisto non è effetto immediato del contratto, il venditore ha l'obbligo di farlo conseguire al compratore (articolo 1476) [1]. Molti contratti di compravendita sono di questo secondo tipo. Si firmano oggi e si eseguono più tardi, alla consegna o al closing.

Tipi principali e norme applicabili

Il nome resta lo stesso in operazioni molto diverse. Cambia il bene, e con esso la disciplina e il rischio.

TipoChe cosa si acquistaNorme principali in Italia
Compravendita di beni mobiliMacchinari, scorte, veicoli, materialiCodice civile, articoli 1470 e seguenti, con le regole sulle cose mobili (articoli 1510 e seguenti)
Compravendita immobiliareTerreni e fabbricatiCodice civile, vendita e forma scritta dell'articolo 1350
Cessione d'aziendaUn'azienda o un ramo d'aziendaCodice civile, articoli 2556 e seguenti, più le forme richieste per i singoli beni
Cessione di partecipazioniQuote o azioni di una societàDiritto dei contratti e diritto societario
Power purchase agreement (PPA)Energia elettrica nel lungo periodoRegolazione dell'energia e diritto dei contratti

Due di questi tipi hanno una guida propria. Un contratto PPA è un accordo di fornitura di lungo periodo, con un prezzo per unità di energia. I suoi rischi somigliano più a quelli di una fornitura che a una vendita singola. Gli acquisti ricorrenti presso i fornitori si regolano di solito con un contratto di approvvigionamento, che disciplina molti ordini anziché un solo trasferimento.

Compravendita o altro documento?

Alcuni documenti vicini si confondono facilmente con un contratto di compravendita:

  • Ordine di acquisto. L'ordine del compratore per beni specifici. Può concludere un contratto da solo quando il venditore lo accetta. Oppure può essere un singolo ordine emesso nell'ambito di un accordo quadro.
  • Atto di vendita. Il documento che attesta il trasferimento e la consegna del bene. Registra che la vendita è avvenuta; il contratto di compravendita registra l'accordo che l'ha preceduta. Contracko offre un modello di atto di vendita per questo passaggio.
  • Condizioni generali di acquisto. Le condizioni standard del compratore, spesso stampate sul retro dell'ordine. La voce del glossario sulle condizioni di acquisto spiega come interagiscono con le condizioni del venditore.

Come si conclude la compravendita

Nel Codice civile italiano il contratto è concluso quando chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte (articolo 1326) [1]. Un'accettazione non conforme alla proposta equivale a una nuova proposta [1].

La forma scritta conta, ma in Italia non è sempre obbligatoria. Per il Codice civile la forma è un requisito del contratto quando la legge la prescrive a pena di nullità (articolo 1325) [1]. L'articolo 1350 elenca gli atti da fare per iscritto, a partire dai contratti che trasferiscono la proprietà di immobili [1]. La vendita di beni mobili non compare nell'elenco, che però rinvia anche agli altri atti indicati dalla legge [1]. Per le imprese soggette a registrazione, i contratti che trasferiscono l'azienda devono essere provati per iscritto, salve le forme richieste per i singoli beni (articolo 2556) [1].

La firma non deve essere per forza su carta. Nell'Unione europea (UE), il regolamento (UE) n. 910/2014 (eIDAS) vieta di negare effetti giuridici a una firma elettronica per il solo motivo della sua forma elettronica [2]. Una firma elettronica qualificata ha effetti equivalenti a quelli di una firma autografa [2]. In Italia, secondo l'articolo 20 del Codice dell'amministrazione digitale (CAD), un documento informatico con firma digitale, qualificata o avanzata soddisfa il requisito della forma scritta [3]. Lo stesso vale se il documento è formato, previa identificazione informatica dell'autore, con un processo conforme ai requisiti dell'Agenzia per l'Italia digitale (AgID). Il processo deve garantire sicurezza, integrità, immodificabilità e riconducibilità all'autore [3]. Negli altri casi il giudice ne valuta liberamente l'idoneità e il valore probatorio [3].

Le vendite internazionali aggiungono un livello. La Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di compravendita internazionale di merci (CISG, dalla sigla inglese) disciplina le vendite di beni tra imprese con sede in Stati contraenti diversi [4]. Può applicarsi anche quando il diritto internazionale privato porta alla legge di uno Stato contraente, o per scelta delle parti [4]. Per l'Italia è in vigore dal 1° gennaio 1988 [4]. La CISG esclude le vendite ai consumatori e le vendite di servizi [4].

Contratto di compravendita: le parti

Ogni contratto di compravendita ha un compratore e un venditore. Le operazioni più grandi aggiungono soggetti che custodiscono denaro, verificano condizioni o trasportano i beni.

ParteResponsabilità tipiche
VenditoreConsegna la cosa, fa acquistare la proprietà, garantisce dall'evizione e dai vizi
CompratorePaga il prezzo, verifica la merce, denuncia i vizi nei termini
FirmatariImpegnano la propria organizzazione; i loro poteri vanno verificati prima della firma
Vettore o spedizioniereTrasporta i beni; la consegna al vettore spesso decide quando passano proprietà e rischio
Depositario o finanziatoreCustodisce la caparra o finanzia il prezzo fino al closing
GarantePromette il pagamento o l'esecuzione se il compratore o il venditore non adempiono

Conta anche chi sono le parti. In Italia il decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, sui ritardi di pagamento, vale per le transazioni commerciali tra imprese, o tra imprese e pubbliche amministrazioni (articolo 2) [5]. Se il compratore è un consumatore, le norme generali del Codice civile sui contratti valgono dove non derogate dal Codice del consumo o da disposizioni più favorevoli (articolo 1469-bis) [1].

Nella pratica, il nome nel blocco firme è l'elemento sbagliato più spesso. Firma una società del gruppo al posto della società operativa, oppure un responsabile firma oltre i propri poteri. Verifichi denominazione, dati di iscrizione e poteri di firma di entrambe le parti rispetto all'accordo raggiunto.

Contratto di compravendita: clausole chiave

Queste clausole decidono chi sopporta costi e rischi. Ciascuna sostituisce una regola di legge, quindi anche ometterla è una scelta.

Descrizione, quantità e qualità

Descriva i beni in modo così preciso che un estraneo possa confrontare una consegna con il contratto. Indichi modelli, specifiche tecniche, quantità ed eventuale campione. Nel Codice civile italiano la cosa venduta può non avere le qualità promesse o quelle essenziali per l'uso a cui è destinata. In quel caso il compratore può ottenere la risoluzione secondo le regole generali sull'inadempimento (articolo 1497) [1]. Serve però che il difetto di qualità superi i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi. Il diritto è soggetto alla decadenza e alla prescrizione dell'articolo 1495 [1]. Se si vende su campione, dica se il campione è l'unico termine di paragone o solo un'indicazione approssimativa, perché l'articolo 1522 del Codice civile tratta i due casi in modo diverso [1].

Prezzo e pagamento

Indichi il prezzo, la valuta, l'eventuale caparra e la scadenza di ogni pagamento. Il Codice civile italiano colma alcune lacune sul prezzo, ma a condizioni precise (articolo 1474) [1]. Per le cose che il venditore vende abitualmente, se le parti non hanno fissato il prezzo né il modo di determinarlo, si presume il prezzo normalmente praticato dal venditore. La presunzione vale solo se il prezzo non è stabilito da un atto della pubblica autorità o da norme corporative [1].

Salvo patto diverso e salvi gli usi diversi, il Codice civile italiano prevede il pagamento alla consegna, nel luogo in cui questa si esegue (articolo 1498) [1]. Se il prezzo non si paga alla consegna, il pagamento si fa al domicilio del venditore [1].

Tra imprese conta anche il decreto legislativo 231/2002. Il periodo di pagamento non può superare di regola trenta giorni dal ricevimento della fattura, salvo le eccezioni dell'articolo 4, commi 3, 4 e 5 [5]. In alcuni casi, ad esempio se la data della fattura è incerta, il termine decorre dal ricevimento della merce [5]. Tra imprese le parti possono pattuire un termine più lungo. Un termine oltre sessanta giorni deve però essere pattuito espressamente, non essere gravemente iniquo per il creditore ed essere provato per iscritto (articolo 4, comma 3) [5]. Se il creditore è una piccola o media impresa (PMI), un termine oltre sessanta giorni si presume gravemente iniquo, salvo che tutte le parti siano PMI (articolo 7) [5].

Secondo lo stesso decreto, gli interessi di mora decorrono dal giorno dopo la scadenza, senza bisogno di costituzione in mora (articolo 4) [5]. Il tasso legale è il tasso di riferimento della Banca centrale europea maggiorato di otto punti percentuali, salvo un diverso tasso concordato tra imprese nei limiti dell'articolo 7 (articoli 2 e 5) [5]. Al creditore spetta anche un importo forfettario di 40 euro per i costi di recupero (articolo 6) [5]. Interessi e importo non sono dovuti se il debitore dimostra che il ritardo dipende da un'impossibilità della prestazione per causa a lui non imputabile (articolo 3) [5].

Condizioni di consegna

Indichi dove e quando avviene la consegna. Nel Codice civile italiano, in mancanza di patto o uso contrario, la cosa si consegna dove si trovava al momento della vendita, se le parti lo sapevano (articolo 1510) [1]. Altrimenti si consegna nel luogo del domicilio o della sede dell'impresa del venditore [1]. Salvo patto o uso contrario, se la cosa deve essere trasportata, il venditore si libera rimettendola al vettore o allo spedizioniere. Le spese di trasporto sono a carico del compratore [1].

Se usa una sigla di resa, indichi anche quale insieme di regole la definisce e in quale versione.

Proprietà e rischio di perimento

Proprietà e rischio sono due questioni distinte, e il contratto dovrebbe rispondere a entrambe. Nel Codice civile italiano, per una cosa determinata la proprietà passa con il consenso legittimamente manifestato (articolo 1376) [1]. Per le cose determinate solo nel genere, passa con l'individuazione fatta d'accordo tra le parti o nei modi da esse stabiliti (articolo 1378) [1]. Se le cose devono essere trasportate, l'individuazione avviene anche con la consegna al vettore o allo spedizioniere [1].

Il rischio segue le regole dell'articolo 1465 del Codice civile [1]:

  • Per una cosa determinata, il perimento per una causa non imputabile al venditore non libera il compratore dall'obbligo di pagare. Vale anche se la cosa non gli è ancora stata consegnata.
  • La stessa regola vale se l'effetto traslativo è differito fino allo scadere di un termine.
  • Per le cose determinate solo nel genere, il compratore resta obbligato se il venditore ha fatto la consegna o se la cosa è stata individuata.
  • Il compratore è sempre liberato se il trasferimento era sottoposto a condizione sospensiva e l'impossibilità è sopravvenuta prima che la condizione si verifichi.

Nell'esempio del panificio, due forni identificati per numero di serie sono cose determinate. Se un incendio nel magazzino del rivenditore li distrugge prima della consegna, per una causa non imputabile al rivenditore, l'articolo 1465 lascia il panificio obbligato a pagare [1]. Se il danno dipende da una causa imputabile al rivenditore, quella regola non si applica. Una clausola che lasci espressamente i rischi al rivenditore fino alla consegna presso il panificio evita la sorpresa, nei limiti dell'autonomia contrattuale dell'articolo 1322 [1].

Verifica e accettazione della merce

Nel Codice civile italiano i tempi della verifica dipendono soprattutto dall'onere di denunciare i vizi. Il compratore decade dalla garanzia se non denuncia i vizi entro otto giorni dalla scoperta, salvo un diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge (articolo 1495) [1]. La denuncia non serve se il venditore ha riconosciuto il vizio o lo ha occultato [1].

Il contratto può anche subordinare l'acquisto a una prova. Secondo l'articolo 1521 del Codice civile, la vendita a prova si presume fatta sotto la condizione sospensiva che la cosa abbia le qualità pattuite o sia idonea all'uso a cui è destinata [1]. La prova si esegue nel termine e con le modalità fissati dal contratto o dagli usi [1].

Tra imprese, il decreto legislativo 231/2002 limita anche la durata della verifica. Una procedura per accertare la conformità della merce non può durare più di trenta giorni dalla consegna (articolo 4, comma 6) [5]. Fa eccezione un accordo diverso ed espresso, previsto nella documentazione di gara, non gravemente iniquo per il creditore e provato per iscritto [5]. Un contratto che fissa una finestra di verifica chiara e un test di accettazione riduce gran parte dell'incertezza.

Garanzie ed esclusioni

Nel Codice civile italiano il venditore garantisce che la cosa sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui è destinata (articolo 1490) [1]. La garanzia copre anche i vizi che ne diminuiscono in modo apprezzabile il valore [1]. Non è dovuta se il compratore conosceva i vizi al momento del contratto (articolo 1491) [1]. Non è dovuta neppure per i vizi facilmente riconoscibili, salvo che il venditore abbia dichiarato la cosa esente da vizi [1].

In caso di vizi il compratore può chiedere, a sua scelta, la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo, salvo che per determinati vizi gli usi escludano la risoluzione (articolo 1492) [1]. Se la cosa è perita per caso fortuito o per colpa del compratore, o se questi l'ha alienata o trasformata, resta solo la riduzione del prezzo [1]. Il venditore deve anche risarcire il danno, se non prova di avere ignorato senza colpa i vizi (articolo 1494) [1].

Il contratto può prevedere anche una garanzia di buon funzionamento per un tempo determinato. In quel caso, salvo patto contrario, il compratore deve denunciare il difetto entro trenta giorni dalla scoperta, a pena di decadenza, e l'azione si prescrive in sei mesi dalla scoperta (articolo 1512 del Codice civile) [1].

Le esclusioni hanno limiti di forma e di sostanza. Il patto che esclude o limita la garanzia non ha effetto se il venditore ha taciuto in mala fede i vizi (articolo 1490) [1]. È nullo ogni patto che escluda o limiti in anticipo la responsabilità per dolo o colpa grave, o per violazione di obblighi di ordine pubblico (articolo 1229) [1]. Se la limitazione sta in condizioni generali, a favore di chi le ha predisposte, serve una specifica approvazione per iscritto (articolo 1341) [1].

Condizioni per il closing

Le condizioni per il closing sono gli eventi che devono verificarsi prima che una parte sia tenuta a completare l'acquisto. Contano soprattutto nelle operazioni più grandi, dove tra firma e closing passano settimane o mesi. Nel Codice civile italiano le parti possono subordinare l'efficacia o la risoluzione del contratto a un avvenimento futuro e incerto (articolo 1353) [1]. Lo stesso vale per un singolo patto [1]. Condizioni comuni:

  • Esito soddisfacente delle verifiche o della due diligence
  • Finanziamento del compratore
  • Titolo libero sui beni, con cancellazione dei gravami
  • Consenso di locatori, finanziatori o clienti chiave i cui contratti vengono trasferiti
  • Autorizzazioni delle autorità

In una cessione d'azienda il Codice civile italiano regola già alcuni di questi punti. Salvo patto contrario, l'acquirente subentra nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda che non abbiano carattere personale (articolo 2558) [1]. Il terzo contraente può però recedere entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, se c'è una giusta causa, salva la responsabilità dell'alienante [1]. L'alienante non è liberato dai debiti anteriori inerenti all'esercizio dell'azienda, se i creditori non vi hanno consentito (articolo 2560) [1]. Nel trasferimento di un'azienda commerciale ne risponde anche l'acquirente, se risultano dai libri contabili obbligatori [1].

Alcune autorizzazioni dipendono dalla legge. In Italia la legge 10 ottobre 1990, n. 287, considera concentrazione anche l'acquisizione del controllo di un'impresa, o di sue parti, con l'acquisto di azioni o di elementi del patrimonio (articolo 5) [6]. Le concentrazioni vanno comunicate in anticipo all'Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) quando si superano due soglie di fatturato nazionale (articolo 16) [6]. La prima riguarda l'insieme delle imprese interessate, la seconda almeno due di esse singolarmente. Le soglie si aggiornano ogni anno: per il 2026 l'AGCM indica 595 milioni di euro e 36 milioni di euro [7]. Secondo l'AGCM l'obbligo vale salvo che l'operazione ricada nella competenza della Commissione europea [7]. Durante l'istruttoria l'AGCM può ordinare di sospendere la realizzazione della concentrazione fino alla sua conclusione (articolo 17) [6].

Una buona clausola di closing indica ogni condizione, chi deve soddisfarla, come se ne dimostra l'avveramento e una data ultima. Deve dire anche se una parte può rinunciare a una condizione e che cosa succede alla caparra se l'operazione non si chiude. Per la caparra confirmatoria il Codice civile italiano ha una regola propria (articolo 1385) [1]. Se è inadempiente chi l'ha versata, l'altra parte può recedere e trattenerla. Se è inadempiente chi l'ha ricevuta, l'altra parte può recedere ed esigere il doppio. Se la parte non inadempiente preferisce chiedere l'esecuzione o la risoluzione, il risarcimento segue le regole generali [1].

Rimedi, sospensione e controversie

Le clausole sui rimedi limitano la responsabilità, fissano penali o restringono i rimedi del compratore a riparazione o sostituzione. Nel Codice civile italiano la clausola penale limita il risarcimento alla prestazione promessa, salvo che sia stato convenuto il risarcimento del danno ulteriore (articolo 1382) [1]. La penale è dovuta indipendentemente dalla prova del danno [1]. Il giudice può ridurla equamente se l'obbligazione principale è stata eseguita in parte o se l'importo è manifestamente eccessivo (articolo 1384) [1].

In caso di inadempimento, l'altra parte può chiedere a sua scelta l'adempimento o la risoluzione, salvo in ogni caso il risarcimento del danno (articolo 1453) [1]. Può anche intimare per iscritto di adempiere entro un congruo termine, avvertendo che altrimenti il contratto sarà risolto (articolo 1454) [1]. Il termine non può essere inferiore a quindici giorni. Fanno eccezione un diverso accordo delle parti o un termine minore congruo per la natura del contratto o secondo gli usi [1].

Il Codice civile italiano offre anche uno strumento di autotutela. Ciascuna parte può sospendere la propria prestazione se le condizioni patrimoniali dell'altra mettono in evidente pericolo la controprestazione, salvo che sia prestata idonea garanzia (articolo 1461) [1].

Chiuda con legge applicabile, foro competente ed eventuale arbitrato o mediazione, così una controversia non comincia con una lite su dove discuterla. Nel Codice civile italiano le clausole compromissorie e le deroghe alla competenza del giudice contenute in condizioni generali richiedono una specifica approvazione per iscritto (articolo 1341) [1].

Date ed eventi del ciclo di vita

Contratto di compravendita visto dall'alto sul banco di lavoro di un panificio, accanto a una checklist di consegna spuntata e a un calendario con date segnate

Un contratto di compravendita genera la maggior parte del lavoro dopo la firma. Queste sono le date che decidono i diritti, e ognuna va in calendario con un responsabile.

EventoChe cosa monitorareRegola di legge in Italia
FirmaData di efficacia, scadenza della caparraNessuna; la fissa il contratto
Condizioni per il closingScadenza di ogni condizione, data ultimaNessuna; le fissa il contratto
ConsegnaData e luogo, regole di resaLuogo della cosa o sede del venditore; consegna al vettore se c'è trasporto (articolo 1510) [1]
VerificaFine della finestra di verificaTra imprese, di regola non oltre trenta giorni dalla consegna (decreto legislativo 231/2002, articolo 4) [5]
PagamentoScadenza, decorrenza degli interessiAlla consegna (articolo 1498) [1]; tra imprese, di regola entro trenta giorni dalla fattura [5]
Vizio scopertoTermine di denunciaOtto giorni dalla scoperta, salvo diverso termine (articolo 1495) [1]
Garanzia di buon funzionamentoDenuncia e prescrizioneTrenta giorni dalla scoperta; azione entro sei mesi dalla scoperta (articolo 1512) [1]
Azione di garanzia per viziData di prescrizioneUn anno dalla consegna (articolo 1495) [1]

La regola sulla prescrizione merita un approfondimento. Secondo l'articolo 1495 del Codice civile, l'azione di garanzia per vizi si prescrive in ogni caso in un anno dalla consegna [1]. Il termine decorre dalla consegna, non dalla scoperta. Un vizio occulto che emerge dopo tredici mesi può quindi arrivare quando l'azione è già prescritta. Il compratore convenuto per l'esecuzione del contratto può comunque far valere la garanzia [1]. Deve però aver denunciato il vizio entro otto giorni dalla scoperta e prima che sia trascorso un anno dalla consegna [1].

Le forniture continuative hanno una data in più. Nel Codice civile italiano la somministrazione è il contratto con cui una parte si obbliga a eseguire prestazioni periodiche o continuative di cose, verso un prezzo (articolo 1559) [1]. Se la durata non è stabilita, ciascuna parte può recedere con il preavviso pattuito o stabilito dagli usi o, in mancanza, con un preavviso congruo (articolo 1569) [1]. Per gli ordini ripetuti, un promemoria per le scadenze degli ordini di acquisto aiuta a tenere visibili le date di consegna e di verifica.

Rischi ed errori frequenti

La maggior parte dei problemi nasce da una clausola mancante, da una data persa o dalle condizioni sbagliate.

Battaglia dei moduli. Il compratore invia un ordine con le proprie condizioni; il venditore risponde con una conferma basata sulle sue. Nel Codice civile italiano un'accettazione non conforme alla proposta equivale a una nuova proposta (articolo 1326) [1]. Le condizioni generali di una parte valgono per l'altra solo se questa le conosceva o avrebbe dovuto conoscerle con l'ordinaria diligenza (articolo 1341) [1]. Decida quale documento prevale e lo scriva in entrambi.

Condizioni per il closing senza scadenza. Una condizione senza data ultima lascia l'operazione aperta a tempo indefinito. Una caparra senza regole chiare trasforma un closing mancato in una lite.

Silenzio sul rischio. Per una cosa determinata, l'articolo 1465 del Codice civile può lasciare il rischio al compratore prima ancora della consegna [1]. Scelga deliberatamente il luogo di consegna, il momento del passaggio dei rischi e l'obbligo di assicurazione.

Denuncia tardiva dei vizi. Otto giorni dalla scoperta passano in fretta, soprattutto se la merce resta imballata. Perso il termine dell'articolo 1495 del Codice civile, il compratore decade dalla garanzia, salvo che il venditore abbia riconosciuto o occultato il vizio [1].

Clausole onerose senza doppia firma. Una limitazione di responsabilità nelle condizioni generali del venditore, a suo favore, non ha effetto senza specifica approvazione per iscritto (articolo 1341 del Codice civile) [1]. Chi si affida a quella clausola dovrebbe verificare come è stata approvata.

Impegni minimi non notati. Alcuni contratti obbligano il compratore a ritirare un volume minimo in un certo periodo. La voce del glossario sull'obbligo di acquisto spiega come queste clausole spostano i costi sul compratore.

Documenti dispersi. La versione firmata è in una casella di posta, la modifica in un'altra e la conferma del venditore in una terza. Quando nasce una lite, nessuno riesce a dimostrare quali condizioni si applicano.

Prima di firmare un accordo con un fornitore, lo strumento di analisi dei contratti di fornitura controlla una bozza caricata alla ricerca di clausole come queste.

Checklist per la gestione del contratto

Usi questo elenco quando il contratto di compravendita è firmato, e di nuovo prima di ogni data chiave.

Da registrare alla firma

  1. Denominazione completa di compratore e venditore, e poteri dei firmatari.
  2. Descrizione, quantità, specifiche ed eventuale campione o modello richiamato.
  3. Prezzo, valuta, caparra, calendario dei pagamenti e termini di pagamento.
  4. Luogo di consegna, data di consegna e regole di resa.
  5. Quando passa la proprietà e quando passa il rischio.
  6. Ogni condizione per il closing, il suo responsabile e la data ultima.
  7. Finestra di verifica e test di accettazione.
  8. Garanzie, esclusioni e clausole onerose approvate per iscritto.
  9. Indirizzi per le comunicazioni e forma richiesta.
  10. Legge applicabile, foro competente ed eventuali termini di denuncia diversi da quelli di legge.

Da mettere in calendario

  1. Scadenze della caparra e dei pagamenti.
  2. Scadenza di ogni condizione per il closing e data ultima.
  3. Data di consegna e fine della finestra di verifica.
  4. Termini di denuncia dei vizi e fine della garanzia.
  5. Termine di prescrizione contrattuale o di legge.

Da rivedere a intervalli regolari

  1. Ogni settimana prima del closing, controlli lo stato di ogni condizione aperta.
  2. Alla consegna, registri l'esito della verifica e ogni denuncia di vizi.
  3. Prima della fine della garanzia, verifichi se qualche difetto richiede una denuncia.
  4. Ogni trimestre per le forniture continuative, confronti consegne e fatture con le condizioni pattuite.

Per partire da una bozza pulita, usi il modello di contratto di compravendita. Dopo la firma, Contracko conserva il contratto, le modifiche e i documenti collegati in un unico archivio dei contratti. L'estrazione dei dati con intelligenza artificiale (IA) individua parti, date e clausole chiave, senza doverle digitare a mano. I promemoria di scadenza possono coprire le scadenze del closing, le finestre di verifica e la fine della garanzia. La firma elettronica integrata Le permette di firmare e gestire tutto in un unico posto. Può provarlo con una prova gratuita.

Fonti

[1] Normattiva, Codice civile (regio decreto 16 marzo 1942, n. 262), articoli su contratti in generale, vendita, somministrazione, cessione d'azienda e prescrizione (testo vigente). normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262

[2] Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Regolamento (UE) n. 910/2014 (eIDAS), testo consolidato (effetti giuridici delle firme elettroniche, articolo 25). publications.europa.eu/resource/celex/02014R0910-20241018

[3] Normattiva, Codice dell'amministrazione digitale (decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82), articolo 20 (forma scritta e valore probatorio del documento informatico). normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2005-03-07;82

[4] Commissione delle Nazioni Unite per il diritto del commercio internazionale (UNCITRAL), Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di compravendita internazionale di merci (ambito e stato delle ratifiche, inclusa l'Italia). uncitral.un.org/en/texts/salegoods/conventions/sale_of_goods/cisg/status

[5] Normattiva, Decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231 (ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, articoli 1 a 7). normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2002-10-09;231

[6] Normattiva, Legge 10 ottobre 1990, n. 287 (concentrazioni, articoli 5, 16 e 17). normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1990-10-10;287

[7] Autorità garante della concorrenza e del mercato, Operazioni di concentrazione (obbligo di comunicazione e soglie di fatturato per il 2026). agcm.it/competenze/tutela-della-concorrenza/operazioni-di-concentrazione

Le immagini di questo articolo sono state generate con l'aiuto dell'IA.

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