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Uscita concordata dal lavoro: cosa mettere per iscritto

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Lou Van Reemst 23 ott 2026

Dipendente in uscita che legge un accordo di risoluzione consensuale al tavolo della cucina, con un calendario annotato alle spalle

Un'uscita concordata è la fine di un rapporto di lavoro le cui condizioni sono fissate insieme da datore di lavoro e lavoratore. Non sempre comprende un incentivo economico. Prendiamo una contabile di uno studio di Torino che vuole lasciare il lavoro, d'accordo con il datore. Concordano la data di cessazione, il passaggio delle pratiche, la restituzione di portatile e badge e la rinuncia al patto di non concorrenza. Non c'è alcun incentivo. Se chiudono il rapporto con una risoluzione consensuale, in Italia la lavoratrice può revocarla entro sette giorni dalla trasmissione del modulo telematico [2].

Questa guida riguarda le uscite concordate dal rapporto di lavoro subordinato privato in Italia, secondo l'articolo 26 del decreto legislativo (D.Lgs.) 151/2015 e l'articolo 2113 del Codice civile. Si tratta di informazioni generali, non di consulenza legale. Il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) applicato e l'accordo concreto decidono i dettagli. Riguarda il rapporto di lavoro, non gli accordi tra coniugi o partner che si separano.

La versione inglese di questo articolo tratta il separation agreement del diritto federale degli Stati Uniti. Quelle regole statunitensi non valgono in Italia.

Uscita concordata: scopo e usi

Lo scopo è un'uscita prevedibile. Entrambe le parti sanno quando il rapporto finisce, cosa resta da pagare e quali impegni continuano dopo. Senza un accordo scritto, queste risposte restano sparse tra e-mail, regolamenti e ricordi.

In Italia le strade principali sono tre:

  • Dimissioni volontarie. Il lavoratore lascia il posto. Fuori dai casi esclusi, in Italia le dimissioni si fanno, a pena di inefficacia, esclusivamente con modalità telematiche su moduli del Ministero del lavoro [2]. Le parti possono comunque mettere per iscritto passaggio di consegne, restituzione dei beni o patto di non concorrenza.
  • Risoluzione consensuale. Datore e lavoratore chiudono il rapporto d'accordo. Segue la stessa forma telematica a pena di inefficacia, salvo le esclusioni dell'articolo 26 [2].
  • Conciliazione in sede protetta. In Italia l'articolo 2113 del Codice civile non si applica alla conciliazione intervenuta ai sensi degli articoli 185, 410, 411, 412-ter e 412-quater del codice di procedura civile [1]. Se la risoluzione avviene in queste sedi, i commi da 1 a 4 dell'articolo 26 non si applicano [2].

Secondo il Ministero del lavoro, la procedura telematica vale dal 12 marzo 2016 e mira a contrastare le "dimissioni in bianco" [3]. Usi frequenti sono una riorganizzazione, un'uscita voluta da entrambi, l'uscita di un dirigente o la chiusura di una lite già aperta.

Accordo di uscita e incentivo all'esodo

Ogni uscita incentivata è un'uscita concordata. Non ogni uscita concordata comprende un incentivo. La differenza sta nel cuore dell'accordo.

Uscita concordata (questa guida)Risoluzione consensuale con incentivo
PortataQualsiasi uscita concordata, con o senza denaroUn'uscita costruita attorno a un incentivo all'esodo
Cuore dell'accordoData, consegne, beni, rinunce, riservatezzaImporto, calcolo, fisco e pagamento dell'incentivo
Strade tipicheDimissioni con accordi, risoluzione consensuale, conciliazioneRisoluzione consensuale a fronte di una somma

Quando l'accordo prevede una somma, importo, calcolo, trattamento fiscale e pagamento meritano un'attenzione propria. Questi temi sono trattati nella guida Contracko che cos'è un accordo di risoluzione consensuale. Questa guida non li ripete.

Una clausola di indennità di uscita firmata prima è un'altra cosa ancora. Di solito si trova nel contratto individuale, in un CCNL o in un regolamento aziendale, e dice cosa riceve il lavoratore se il rapporto finisce in certi modi. Indichi nell'accordo di uscita se quella clausola si applica, viene meno o viene sostituita. La voce del glossario sulla clausola spiega come una sola clausola possa portare una condizione di questo tipo.

Uscita concordata: le parti

Due parti firmano. Altri soggetti condizionano il contenuto.

Il datore di lavoro. Indichi l'esatta entità giuridica che ha assunto la persona. In un gruppo può non essere la capogruppo né il marchio commerciale. Chi firma deve avere i poteri per impegnare la società.

Il lavoratore. Accetta la cessazione e può assumere obblighi che durano, come la riservatezza. In Italia, l'articolo 26 gli riserva la facoltà di revocare dimissioni e risoluzione consensuale entro sette giorni dalla trasmissione del modulo [2].

La sede protetta. In Italia il codice di procedura civile prevede una commissione di conciliazione presso la Direzione provinciale del lavoro [4]. La conciliazione può svolgersi anche in sede sindacale o presso le sedi previste dai contratti collettivi [4].

I soggetti abilitati. In Italia il modulo telematico può essere trasmesso anche tramite soggetti abilitati, tra cui patronati, organizzazioni sindacali, consulenti del lavoro, enti bilaterali e commissioni di certificazione [2].

L'amministrazione. Non firma, ma riceve e verifica. In Italia il modulo è trasmesso al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente [2]. Per i genitori, l'articolo 55, comma 4, del D.Lgs. 151/2001 richiede invece una convalida del servizio ispettivo del Ministero del lavoro [5].

Uscita concordata: clausole chiave

Dipendente in uscita che restituisce portatile, caricabatterie e badge al banco IT mentre il personale spunta una checklist

Ecco le clausole che fanno la maggior parte del lavoro, con la parte economica tenuta breve.

Data di cessazione e strada scelta. L'ultimo giorno del rapporto, e se si tratta di dimissioni, risoluzione consensuale o conciliazione in sede protetta. Da qui partono le spettanze finali e diversi termini.

Spettanze già dovute e TFR. In Italia il trattamento di fine rapporto (TFR) spetta "in ogni caso di cessazione del rapporto" [1]. Non è quindi un corrispettivo dell'accordo. Lo tenga separato da qualsiasi somma pattuita per l'uscita.

Incentivo, se c'è. Una somma, benefit o altre utilità in più rispetto a quanto già dovuto. Per importo, calcolo e fisco, veda la guida sull'accordo di risoluzione consensuale.

Forma telematica e revoca. Fuori dai casi esclusi, in Italia dimissioni e risoluzione consensuale sono inefficaci senza modulo telematico [2]. Entro sette giorni dalla trasmissione, il lavoratore può revocarle con le medesime modalità [2]. Il Ministero del lavoro aggiunge che ogni modulo riceve una data di trasmissione con marca temporale e un codice identificativo [3].

Rinunce e transazione. Il lavoratore rinuncia spesso a pretese legate al rapporto. In Italia, l'articolo 2113 del Codice civile dichiara non valide le rinunce e le transazioni su diritti derivanti da disposizioni inderogabili della legge e dei contratti o accordi collettivi [1]. L'impugnazione va proposta, a pena di decadenza, entro sei mesi dalla cessazione, o dalla data della rinuncia se successiva, con qualsiasi atto scritto anche stragiudiziale [1]. Queste regole non valgono per le conciliazioni in sede protetta richiamate dal quarto comma [1].

Referenze. Concordi chi risponde alle richieste di referenze e con quale testo, per esempio una conferma neutra di date e mansioni.

Passaggio di consegne e collaborazione. Cosa consegna il lavoratore prima di uscire, e se aiuta dopo in una lite, con limiti di tempo e spese.

Restituzione dei beni. Portatile, telefono, badge, documenti e dati, ciascuno con una data e un referente. Preveda anche la cancellazione dei dati aziendali dai dispositivi personali, se serve.

Riservatezza. Molti accordi tengono riservati i termini o le informazioni aziendali. In Italia, il D.Lgs. 24/2023 protegge le persone che segnalano violazioni di norme nazionali o dell'Unione europea conosciute in un contesto lavorativo [6]. Il suo articolo 22 dichiara non valide le rinunce e le transazioni sui diritti e le tutele che prevede, salvo che siano effettuate "nelle forme e nei modi di cui all'articolo 2113, quarto comma, del codice civile" [6]. Una clausola di conformità che fa salve le segnalazioni protette è il modo abituale di scriverlo.

Non denigrazione. Fissa cosa può dire ciascuna parte dell'altra. Una clausola unilaterale vincola solo il lavoratore. Una clausola reciproca nomina di solito i dirigenti le cui parole contano. Vale la stessa salvaguardia per le segnalazioni protette.

Patto di non concorrenza. Un accordo di uscita può confermare o sciogliere un patto esistente. In Italia, l'articolo 2125 del Codice civile rende nullo il patto che non risulta da atto scritto, non prevede un corrispettivo o non resta entro limiti di oggetto, di tempo e di luogo [1]. La durata massima è di cinque anni per i dirigenti e di tre anni negli altri casi [1].

Legge applicabile e accordo integrale. Confermano che si applica la legge italiana e che l'accordo sostituisce le trattative precedenti. Fanno salvi gli obblighi che sopravvivono, come un patto di riservatezza già firmato.

Se le serve una struttura di partenza, il modello di separation agreement presenta queste sezioni in ordine. Lo adatti al diritto italiano e alla procedura telematica.

Date ed eventi del ciclo di vita

Un accordo di uscita sembra un documento isolato. Ha però un ciclo di vita del contratto breve e rigido. La maggior parte dei problemi nasce dalle date.

EventoCosa controllaRegola in Italia
Firma fuori sede protettaServe il modulo telematicoA pena di inefficacia, salvo le esclusioni dell'articolo 26 [2]
Firma in sede protettaStabilità delle rinunceL'articolo 2113 non si applica alle conciliazioni del quarto comma [1]
Trasmissione del moduloAvvio della revocaData di trasmissione con marca temporale [3]
Fine dei sette giorniFine della revocaRevoca entro sette giorni dalla trasmissione [2]
Convalida per i genitoriEfficaciaL'efficacia è sospensivamente condizionata alla convalida [5]
Data di cessazioneFine del rapporto e TFRIl TFR spetta in ogni caso di cessazione [1]
Sei mesi dalla cessazioneTermine per impugnare le rinunceFuori sede protetta; se successive alla cessazione, dalla loro data [1]
Fine del patto di non concorrenzaFine del vincoloMassimo cinque anni per i dirigenti, tre negli altri casi [1]

Un dettaglio è facile da perdere in Italia. La convalida dell'articolo 55, comma 4, serve per la risoluzione consensuale o le dimissioni della lavoratrice durante la gravidanza [5]. Serve anche per la lavoratrice o il lavoratore nei primi tre anni di vita del bambino o di accoglienza del minore adottato o in affidamento [5]. Per l'adozione internazionale, i tre anni decorrono dalle comunicazioni dell'articolo 54, comma 9 [5].

Il ciclo di vita non finisce l'ultimo giorno. Riservatezza, non denigrazione e non concorrenza possono durare anni. La guida Contracko sulle date contrattuali mostra come salvare date di inizio, fine e preavviso per attivare i promemoria.

Rischi ed errori comuni

La maggior parte degli accordi di uscita fallisce per la procedura, non per il testo. Tratti questi punti nella gestione dei rischi contrattuali.

Pensare solo al denaro. Anche un'uscita senza incentivo ha bisogno di data, consegne, restituzione dei beni e una regola sulla riservatezza. Senza di esse nasce poi una lite su un portatile, una referenza o un patto di non concorrenza.

Firmare solo su carta. Fuori dai casi esclusi, in Italia dimissioni e risoluzione consensuale senza modulo telematico sono inefficaci [2].

Pagare prima della revoca. In Italia il lavoratore può revocare entro sette giorni dalla trasmissione del modulo [2]. Pianifichi i pagamenti dopo quella scadenza.

Raccogliere rinunce fuori sede protetta. In Italia le rinunce su diritti inderogabili restano impugnabili entro sei mesi [1]. Se l'accordo deve chiudere ogni pretesa, valuti una conciliazione in una delle sedi richiamate dall'articolo 2113 [1].

Dimenticare la convalida per i genitori. Nei casi dell'articolo 55, comma 4, l'efficacia è sospensivamente condizionata alla convalida del servizio ispettivo [5].

Riservatezza eccessiva. In Italia le rinunce ai diritti e alle tutele del D.Lgs. 24/2023 non sono valide fuori dalle forme dell'articolo 2113, quarto comma [6].

Referenze vaghe. "L'azienda darà buone referenze" non dà un testo a nessuno. Nomini il referente e concordi le parole.

Perdere i documenti. Un accordo serve solo se Lei può produrre la versione firmata e provare le date. Uno strumento gratuito di analisi del contratto aiuta a trovare clausole mancanti in una bozza. Non sostituisce un avvocato giuslavorista.

Checklist di gestione del contratto

Usi questa lista per ogni uscita concordata della Sua organizzazione.

Registrare

  • Entità giuridica del datore, nome e mansione del lavoratore e strada di uscita.
  • Data di cessazione e se si applica l'articolo 55, comma 4, del D.Lgs. 151/2001.
  • Sede di firma: sede protetta, commissione di certificazione o modulo telematico.
  • Data di trasmissione e codice identificativo del modulo.
  • TFR e spettanze finali, tenuti separati da un eventuale incentivo.
  • Testo concordato per le referenze e referente.
  • Obblighi che durano: riservatezza, non denigrazione, collaborazione, non concorrenza e restituzione dei beni.

Calendarizzare

  • La fine dei sette giorni per la revoca, prima di qualsiasi pagamento.
  • La convalida, quando serve.
  • La data di restituzione dei beni.
  • Sei mesi dalla cessazione, per le rinunce firmate fuori sede protetta.
  • La fine del patto di non concorrenza e di ogni obbligo di collaborazione.

Rivedere con cadenza

  • Prima di ogni piano di uscite, verifichi quali accordi passano da una sede protetta.
  • Una volta l'anno, faccia rivedere le clausole di rinuncia, riservatezza e non denigrazione alla luce delle regole italiane vigenti.
  • Ogni trimestre, controlli che gli obblighi che durano siano stati rispettati da entrambe le parti.

Gli accordi di uscita contengono dati personali e sensibili, quindi l'archiviazione conta quanto le date. Un archivio centrale, come descritto nella guida al repository dei contratti, tiene insieme versioni firmate e documenti di supporto. Contracko usa l'intelligenza artificiale (IA) per estrarre i dati contrattuali, come parti e date. Così non deve digitare a mano scadenze di revoca e fine dei patti. Può impostare più promemoria di scadenza per ogni contratto. I controlli di accesso aiutano a limitare i fascicoli delle risorse umane alle persone giuste. Può provarlo con una prova gratuita.

Fonti

[1] Normattiva, Codice civile, articoli 2113, 2120 e 2125 (rinunce e transazioni, trattamento di fine rapporto, patto di non concorrenza). normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1942-03-16;262

[2] Normattiva, D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 151, articolo 26 (forma telematica di dimissioni e risoluzione consensuale, revoca, soggetti abilitati ed esclusioni). normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-09-14;151

[3] Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Dimissioni volontarie (procedura telematica e marca temporale). lavoro.gov.it/strumenti-e-servizi/Dimissioni-volontarie/Pagine/default

[4] Normattiva, Codice di procedura civile, articoli 410, 411 e 412-ter (commissioni di conciliazione, sede sindacale, sedi dei contratti collettivi). normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:regio.decreto:1940-10-28;1443

[5] Normattiva, D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151, articolo 55 (convalida di dimissioni e risoluzione consensuale per i genitori). normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-03-26;151

[6] Normattiva, D.Lgs. 10 marzo 2023, n. 24, articoli 1 e 22 (ambito di applicazione e rinunce sulle tutele dei segnalanti). normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023-03-10;24

Le immagini di questo articolo sono state generate con l'aiuto dell'IA.

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